Ogni vendemmia è paese

“Quanno se zappa e quanno se pota, Zi Nicola nun tene neputi, quanno se va a vennegnà Zi Nicola ra qua, Zi Nicola ra llà!”.
Questo antico proverbio irpino la dice lunga su quanto sia bella e divertente la vendemmia. Sono tutti bravi a trovare scuse per evitare di dare una mano a Zi Nicola, nei lavori duri. Ma nessuno si tira indietro quando si tratta di vendemmiare. Un’occasione in cui si riuniscono amici, parenti e vicini di casa, per lavorare tutti insieme nelle vigne e poi festeggiare con un ricco banchetto.

Quando si vendemmia?

Il periodi in cui si svolge la raccolta dell’uva in Campania, di norma è tra settembre e ottobre. Si arriva fino a novembre solo per le uve a fermentazione tardiva come quelle dei vini passiti. La vendemmia avviene quando le uve hanno raggiunto il grado di maturazione desiderato, più precisamente quando si parla di maturità fenolica. Quando i profumi e gli aromi iniziano ad essere presenti nell’uva. In pratica quando le tre parti che compongono l’acino, buccia, polpa e vinacciolo hanno raggiunto la maturità completa. La quale si evince non solo dai valori analitici, quali grado zuccherino e acidità, ma anche di espressione sensoriale. Il periodo di raccolta, tuttavia, può dipendere da diversi fattori: condizioni climatiche, zona di produzione, tipo di uva o tipo di vino che si vuole ottenere.

L’annata 2019

“La vendemmia 2019 in Campania non sta presentando particolari problemi, anche se non sono mancate le bizze del clima, e complessivamente si stima una produzione di vino in calo del 6%, meno della media nazionale, pari al 16%.” È quanto afferma la Coldiretti Campania in base ai dati prodotti dalla sezione regionale di Assoenologi. “L’annata 2019 è stata caratterizzata da un inverno che “ha registrato temperature di poco più alte rispetto alla media stagionale e precipitazioni inferiori. Un andamento climatico che si è protratto nei mesi di marzo e aprile. A fine primavera un periodo di circa 15 giorni di freddo ha rallentato e riportato in linea con gli altri anni la fase fenologica del germogliamento – scrive la nota di Coldiretti-Assoenologi – Le abbondanti piogge primaverili, concentrate soprattutto nel mese di maggio, hanno garantito una importante riserva idrica per i suoli, fondamentale per fronteggiare le difficoltà dovute alle scarse precipitazioni dei successivi mesi di giugno e luglio”.

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